STATUTO

Art.1 – Denominazione sede e durata

E’ costituita l’associazione denominata:

“PARTE ATTIVA”

L’Associazione ha sede in Roma, Via Isonzo 25.

Il Consiglio Direttivo, con apposita delibera, potrà modificare l’indirizzo della sede nell’ambito dello stesso Comune.

L’Associazione è indipendente e non persegue fini di lucro.

L’associazione ha durata sino al 31 dicembre 2050.

Art.2 – Scopi e attività

Lo scopo dell’associazione è quello di organizzare intorno ad obiettivi comuni gli interessi di imprenditori, professionisti, commercianti, artigiani e lavoratori autonomi, vale a dire di tutte le forme esistenti di “lavoro indipendente” oggi identificabili con la denominazione de “il popolo delle partite IVA” per promuoverne lo sviluppo professionale, economico e sociale.

In relazione a ciò l’associazione si propone di:

  1. costituire un sistema di rappresentanza generale degli imprenditori e dei lavoratori autonomi e rappresentare i propri associati in tutte le sedi comunitarie, nazionali e territoriali dove gli interessi di cui sopra trovano trattazione, anche attraverso la stipula di accordi e/o di ogni altro atto rilevante per gli imprenditori, i professionisti, i commercianti, gli artigiani e i lavoratori autonomi;
  2. sensibilizzare il Legislatore e gli Amministratori Pubblici alle esigenze di questo mondo che, in quanto “struttura portante della nostra società”, deve diventare sempre più oggetto di politiche favorevoli e di sostegno.
  3. L’Associazione pertanto elaborerà proposte di politica economica, industriale e fiscale al fine di orientare le scelte legislative e amministrative per realizzare uno snellimento e miglioramento delle normative di riferimento; per istituire organismi istituzionali e/o strumenti specifici che facilitino l’accesso al credito, offrano sostegno alla partecipazione di piccole e medie imprese agli appalti pubblici e realizzino un sistema di protezione dai pagamenti tardivi e, in generale, su ogni questione di interesse comune che, su indicazione degli associati e del comitato direttivo, possa promuovere la crescita professionale, economico e sociale delle imprese e dei lavoratori autonomi;
  4. offrire agli associati servizi di assistenza e consulenza al fine di predisporre utili strumenti nello svolgimento della propria attività imprenditoriale e professionale;
  5. realizzare al proprio interno un processo di integrazione che consolidi il rapporto associativo anche attraverso l’elaborazione di iniziative di collaborazione imprenditoriale e professionale tra gli associati finalizzate a realizzare progetti di sviluppo economico del territorio;
  6. promuovere e realizzare studi, dibattiti, convegni e manifestazioni, nonché stipulare convenzioni in rappresentanza degli associati.

L’associazione può svolgere le sue attività in collaborazione con qualsiasi altra istituzione pubblica o privata, nell’ambito e nei limiti degli scopi statutari.

L’associazione potrà svolgere, altresì, ogni altra attività direttamente connessa a quelle specificatamente indicate nell’articolo.

Art.3 – Patrimonio

Il patrimonio dell’associazione è costituito:

  1. dai beni mobili ed immobili che diverranno di proprietà dell’associazione;
  2. dai fondi derivanti da eventuali eccedenze di bilancio;
  3. da donazioni, legati, lasciti.

Art.4 – Proventi

I proventi con cui provvedere alla attività ed alla vita dell’associazione sono costituiti:

  1. dalle quote associative;
  2. dai redditi dei beni patrimoniali;
  3. dalle erogazioni e contributi di cittadini, enti ed associazioni, nonché dalle raccolte pubbliche di fondi.
  4. da altri proventi derivanti da attività istituzionali o connesse.

È fatto divieto di distribuire anche in modo indiretto utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

Art.5 – Soci

Sono soci dell’associazione coloro che hanno sottoscritto l’atto costitutivo e coloro che saranno ammessi dal Consiglio Direttivo in quanto condividono gli scopi dell’associazione e vengono ritenuti idonei al loro perseguimento.

I soci si distinguono nelle seguenti categorie:

  • soci fondatori: coloro che hanno effettivamente operato per la sua realizzazione sottoscrivendone l’atto costitutivo;
  • soci onorari: coloro che per la particolare attività o per meriti professionali sono iscritti su parere del Consiglio direttivo;
  • soci ordinari: coloro che, condividendo le finalità dell’associazione, operano per il loro raggiungimento, secondo le proprie capacità personali, e sottoscrivono le quote associative.

Chi intende aderire all’associazione deve rivolgere espressa domanda al Consiglio direttivo, con indicazione del domicilio cui debbono essere inviate le comunicazioni, sottoscrivere il “modulo di adesione”  contenente la dichiarazione di condivisione delle finalità che la stessa si propone e l’impegno ad approvarne ed osservarne lo statuto e i regolamenti.

Il Consiglio Direttivo deve provvedere in ordine alle domande di ammissione entro sessanta giorni dal loro ricevimento.

L’ammissione è deliberata a scrutinio segreto ed a maggioranza di voti dal Consiglio direttivo ed ha effetto dalla data della deliberazione.

L’eventuale diniego dovrà essere motivato.

Tutti i soci hanno uguali diritti, compreso quello di voto, ed obblighi nei confronti dell’associazione e sono tenuti a versare una quota associativa annua che verrà determinata dal Consiglio direttivo con delibera da assumere entro il mese di dicembre di ogni anno e valida per l’anno successivo, con possibili distinzioni tra le diverse categorie di socio.

Art.6 – Perdita della qualità di socio

La qualità di associato deve risultare da apposito registro tenuto a cura del Consiglio direttivo.

Tale qualità si perde nei seguenti casi:

  • per morte;
  • per recesso da notificarsi con lettera raccomandata al Consiglio direttivo; il recesso va comunicato con raccomandata a.r. al Consiglio direttivo ed ha effetto con lo scadere dell’anno in corso purché sia fatta almeno tre mesi prima;
  • per esclusione; l’esclusione opera automaticamente in caso di morosità nel versamento della quota annuale protrattasi per un anno, nonché può essere deliberata in presenza di gravi motivi dal Consiglio direttivo fra cui a titolo esemplificativo:
  • inosservanza grave delle norme dello statuto e del regolamento quest’ultimo ove vigente;
  • comportamento compromettente il buon nome e il buon funzionamento dell’associazione;
  • appropriazione di beni di proprietà dell’associazione e del personale operante in essa;
  • condotta gravemente offensiva nei confronti degli organi istituzionali dell’associazione.

L’esclusione ha effetto dal trentesimo giorno successivo alla notifica del provvedimento di esclusione comunicato mediante lettera raccomandata a.r..

Il provvedimento deve contenere le motivazioni per le quali l’esclusione è stata deliberata e più precisamente l’indicazione del fatto o dei fatti specifici integranti il grave motivo.

I soci recedenti od esclusi e che, comunque abbiano cessato di appartenere all’associazione, non possono riprendere i contributi versati e non possono vantare alcun diritto sul patrimonio dell’associazione.

Nel caso che l’escluso non condivida le ragioni dell’esclusione egli può inoltrare richiesta al consiglio direttivo di convocazione del collegio dei probiviri per esaminare la questione così come previsto dal presente statuto; in tal caso l’efficacia della deliberazione di esclusione è sospesa sino alla pronuncia del collegio stesso.

La richiesta sottoscritta dall’interessato e genericamente motivata deve essere presentata a mezzo di lettera raccomandata a.r. al consiglio direttivo nella persona del presidente, entro il termine perentorio di giorni trenta dalla data dell’avvenuta notificazione della deliberazione di esclusione.

L’escluso può in ogni caso ricorrere al giudizio del collegio arbitrale così come previsto dal presente Statuto. Il consiglio direttivo entro 10 giorni dalla presentazione della richiesta convoca il collegio dei probiviri.

Art.7 – Organi sociali

Sono organi dell’associazione:

  • l’Assemblea dei soci;
  • il Consiglio direttivo;
  • il Presidente;
  • il Revisore dei Conti ;
  • il Collegio dei probiviri.

Art.8 – Assemblea

L’assemblea è composta da tutti gli associati ed è l’organo sovrano dell’associazione stessa.

L’assemblea è momento fondamentale di confronto, atto ad assicurare una corretta gestione dell’associazione.

L’assemblea è presieduta dal presidente ovvero, in sua assenza o temporaneo impedimento, dal membro più anziano del consiglio direttivo.

L’assemblea si riunisce su convocazione del presidente almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio consuntivo e del bilancio preventivo, entro 120 (centoventi) giorni dalla chiusura dell’esercizio annuale.

Il presidente dell’associazione convoca l’assemblea mediante comunicazione scritta, nonché con manifesto da affiggersi presso la sede dell’associazione negli appositi spazi.

Le convocazioni devono contenere l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione sia di prima, sia di seconda convocazione, e l’elenco delle materie da trattare.

Le convocazioni devono essere comunicate tramite lettera, fax, o qualsiasi altro mezzo telematico di cui si abbia prova della ricezione a tutti gli associati, e ricevute almeno tre giorni prima dell’adunanza stessa.

Le assemblee sono convocate, in ogni caso qualora particolari esigenze lo richiedano e comunque quando ne faccia richiesta almeno 1/10 (un decimo) degli associati o quando lo richieda almeno la metà più uno dei componenti del consiglio direttivo.

L’assemblea può riunirsi anche in luogo diverso dalla sede sociale purché in Italia.

All’assemblea spetta di:

  1. provvedere alla nomina del consiglio direttivo, del collegio dei revisori dei conti, del collegio dei probiviri;
  2. deliberare sulle modifiche al presente statuto;
  3. deliberare sull’approvazione del bilancio preventivo e consuntivo;
  4. deliberare sul trasferimento della sede sociale;
  5. deliberare lo scioglimento e la liquidazione dell’associazione e la devoluzione del suo patrimonio, come previsto dal presente statuto.

Delle riunioni dell’assemblea e relative delibere deve essere redatto, su apposito libro, verbale firmato dal presidente e dal segretario della seduta e ne va data pubblicità mediante affissione del relativo verbale negli appositi spazi all’interno della sede associativa.

L’assemblea, regolarmente costituita, rappresenta l’universalità degli associati e pertanto le sue deliberazioni prese in conformità alla Legge e allo statuto obbligano tutti gli associati ancorché non intervenuti o dissenzienti.

L’assemblea è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di metà più uno degli associati regolarmente iscritti.

Non sono ammesse deleghe.

In seconda convocazione l’assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero degli associati presenti.

L’assemblea delibera a maggioranza dei voti dei presenti ed ogni associato ha diritto ad un voto.

Nelle deliberazioni che riguardano la loro responsabilità i consiglieri non hanno diritto di voto.

Per le deliberazioni concernenti modifiche dello statuto e lo scioglimento della associazione con relativa devoluzione del patrimonio occorre la presenza di almeno tre quarti degli aventi diritto al voto ed il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

Hanno diritto di intervenire all’assemblea e di votare tutti gli associati regolarmente iscritti.

Non è ammesso il voto per corrispondenza.

Art.9 – Consiglio Direttivo

L’associazione è retta ed amministrata da un Consiglio Direttivo composto da un minimo di tre membri fino ad un massimo di nove eletti dall’assemblea tra i soci, i quali durano in carica tre esercizi e sono rieleggibili.

Qualora venissero a mancare uno o più consiglieri gli altri provvedono a sostituirli. I consiglieri così nominati restano in carica sino alla scadenza del Consiglio che li ha eletti.

La carica del consigliere è gratuita, salvo eventuali rimborsi per le spese sostenute.

Il Consiglio direttivo è convocato con lettera raccomandata da spedirsi almeno sette giorni prima della riunione o, nei casi di urgenza, mediante telegramma, fax o messaggio di posta elettronica da inviarsi almeno 48 (quarantotto) ore prima, contenente l’indicazione di data, ora, luogo della riunione e degli argomenti da trattare.

Per la validità delle deliberazioni del Consiglio direttivo è richiesta la presenza di almeno la metà dei consiglieri e le deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede la riunione.

Delle deliberazioni del Consiglio direttivo si redige processo verbale firmato dal Presidente.

E’ fatto obbligo ai consiglieri di partecipare alle riunioni del Consiglio direttivo. Le sedute del Consiglio direttivo sono presiedute dal Presidente od, in sua assenza dal membro più anziano.

Il Consiglio direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’associazione compresi fra, gli altri, quelli di:

  1. assicurare il conseguimento degli scopi dell’associazione, attuando gli indirizzi e gli obiettivi individuati dall’assemblea;
  2. convocare le assemblee;
  3. deliberare sull’ammissione di nuovi associati ed adottare i provvedimenti di esclusione e decadenza;
  4. redigere i bilanci preventivi e consuntivi;
  5. approvare regolamenti e norme per l’organizzazione ed il funzionamento dell’associazione;
  6. coordinare l’attività delle strutture territoriali riconosciute e, con apposito regolamento, disciplinarne l’organizzazione e il funzionamento;
  7. acquistare ed alienare beni mobili ed immobili, accettare eredità e legati, determinare l’impiego dei contributi, delle erogazioni e dei mezzi finanziari a disposizione dell’associazione;
  8. stabilire l’ammontare delle quote associative per i singoli esercizi;
  9. sottoporre all’assemblea, dopo appropriata disamina, proposte, segnalazioni, mozioni formulate dagli associati e le modifiche dello statuto;
  10. negoziare e concludere con istituti di credito la concessione di prestiti, mutui o altre forme di finanziamento ed anche mediante prestazione di garanzie in favore proprio o di altri soggetti senza scopo di lucro;
  11. promuovere e/o organizzare eventi (seminari, giornate di studio, convegni, ecc.) finalizzati alla sensibilizzazione del pubblico sull’attività dell’associazione e le sue finalità;
  12. deliberare su qualsiasi questione che non sia dal presente statuto espressamente demandata all’assemblea o ad altri organi;
  13. eleggere il Presidente nel suo seno.

Art.10 – Presidente

Il Presidente rappresenta legalmente l’associazione nei confronti dei terzi ed in giudizio, dura in carica tre anni e può essere riconfermato una o più volte. Il Presidente presiede l’assemblea, convoca e presiede le riunioni del Consiglio direttivo e ne cura l’esecuzione delle deliberazioni.

Il Presidente assicura la corretta gestione finanziaria dell’associazione, accerta la regolare tenuta della contabilità sociale e sottoscrive il bilancio annuale.

Il Presidente intrattiene altresì rapporti con gli istituti di Credito con particolare riferimento alla apertura e gestione di conti correnti bancari e postali.

Il Presidente può nominare, sentito il Consiglio Direttivo, figure di supporto alla sua attività e a quella dell’Associazione, quali ad esempio il Portavoce che, unitamente al Presidente stesso, intrattiene i rapporti con gli organi di informazione, le Istituzioni, le forze politiche e sociali.

Il portavoce partecipa alle riunioni del Consiglio Direttivo senza diritto di voto.

In caso di necessità e di urgenza il Presidente assume i provvedimenti di competenza del Consiglio Direttivo, sottoponendoli a ratifica nella prima riunione successiva.

Art.11 –  Comitato Scientifico

Il Comitato Scientifico è l’organo tecnico – consultivo dell’Associazione con particolare riferimento alla programmazione annuale delle attività e alla valutazione delle singole iniziative sociali.

Il Comitato scientifico studia, analizza e approfondisce temi e progetti da avviare, nel perseguimento degli scopi sociali.

Il Comitato Scientifico è composto da un numero variabile di membri nominati dal Consiglio Direttivo e scelti tra le personalità più qualificate del mondo accademico, scientifico e culturale.

Dura in carica tre anni ed elegge nel suo seno il Presidente.

Art.12 –  Revisore dei Conti

Possono essere nominati un Revisore od un collegio dei revisori dei Conti, quest’ultimo composto da tre membri, che eleggono tra loro un Presidente, nominati dall’assemblea anche tra persone non associate. Qualora venisse a mancare il Revisore il Consiglio direttivo provvede a convocare senza indugio l’assemblea per la nomina di un nuovo Revisore.

Il Revisore così nominato resta in carica sino alla data di scadenza del Revisore originario.

Qualora venisse a mancare un revisore facente parte del Collegio, gli altri provvedono a sostituirlo. Il revisore così nominato resta in carica sino alla data di scadenza del Collegio che lo ha eletto.

Al Revisore od al Collegio dei revisori dei Conti spetta il compito di:

  1. controllare la gestione contabile dell’associazione ed effettuare, in qualunque momento, gli accertamenti di cassa; redigere collegialmente la relazione sui bilanci, preventivo e consuntivo da presentare all’assemblea;
  2. vigilare e controllare che siano osservate le norme statutarie;
  3. decidere sui ricorsi contro i provvedimenti di esclusione e decadenza degli associati e per la riammissione degli stessi e sulle controversie sottoposte al loro giudizio.

La carica di revisore è inconciliabile con quella di consigliere, ha durata di tre esercizi ed è rinnovabile anche più volte. I revisori partecipano all’assemblea che approva il bilancio e possono, su loro richiesta, assistere alle riunioni del Consiglio direttivo.

Qualora l’associazione nomini un soggetto incaricato della revisione legale dei conti, questi deve essere iscritto al registro istituito presso il Ministero di Giustizia.

Art.13 – Collegio dei Probiviri

L’assemblea può eleggere il Collegio dei Probiviri composto da tre membri scelti fra gli associati.

Il collegio dei probiviri ha il potere di esperire un tentativo di conciliazione nel caso di eventuali contrasti interni all’associazione. L’intervento dei probiviri può essere richiesto da entrambe le parti in contrasto, che dovranno obbligatoriamente ricorrere a tale intervento prima di iniziare qualsiasi procedimento arbitrale o giudiziario.

Il collegio ha altresì il compito di esaminare il provvedimento di esclusione di un associato, di cui all’articolo 10 del presente statuto.

Il collegio dei probiviri cura la tenuta del libro delle adunanze e dei provvedimenti del collegio stesso.

Il collegio elegge al proprio interno il presidente.

I componenti del collegio possono essere revocati dall’assemblea degli associati, per giusta causa.

L’incarico ricoperto nel collegio dei probiviri è incompatibile con la carica di consigliere e con tutte le altre cariche istituzionali dell’associazione.

Art.14 – Esercizio sociale – Bilancio

L’esercizio finanziario si chiude al 31 (trentuno) dicembre di ogni anno.

Alla fine di ciascun esercizio il Consiglio direttivo procederà alla redazione del bilancio da presentare per l’approvazione, unitamente al programma dell’attività per il nuovo esercizio ed al preventivo delle spese, all’assemblea da convocarsi entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio.

Dalla data di avviso della convocazione dell’assemblea, bilancio e programma verranno depositati presso la sede dell’associazione a disposizione degli associati che intendessero consultarli.

Eventuali utili o avanzi di gestione dovranno essere utilizzati alle decisioni assunte dagli associati

Art.15 – Scioglimento dell’Associazione

In caso di scioglimento dell’associazione l’assemblea nominerà uno o più liquidatori che provvederanno alla liquidazione del patrimonio secondo le norme di legge. Nel caso di impossibilità di regolare costituzione dell’assemblea ciascuno dei membri del Consiglio direttivo potrà chiedere all’autorità competente la nomina del o dei liquidatori

Articolo 16 – Clausola Compromissoria

Qualora non andasse a buon fine il tentativo di conciliazione esperito dal Collegio dei Probiviri, ogni controversia suscettibile di clausola compromissoria che dovesse insorgere tra gli associati o tra alcuni di essi e l’associazione circa l’interpretazione o l’esecuzione del presente statuto, o comunque collegata allo stesso e, più in generale, all’esercizio dell’attività dell’associazione, sarà rimessa al giudizio di un collegio arbitrale composto da tre arbitri nominati dal Presidente del Tribunale dove ha sede legale l’Associazione ad istanza della parte più diligente.

Gli arbitri come sopra nominati dovranno decidere in via rituale e di diritto entro novanta giorni dalla nomina.

Resta fin d’ora stabilito irrevocabilmente che le risoluzioni e determinazioni del collegio arbitrale vincoleranno le parti.

Gli arbitri determineranno altresì come ripartire le spese dell’arbitrato tra le parti.

Sono soggette alla disciplina sopra prevista anche le controversie promosse da e contro i consiglieri e gli altri organi dell’associazione.

Art.17 – Norme di rinvio

Per quanto non previsto dal presente statuto si intendono applicabili le norme di cui al Libro I, Titolo II del Codice Civile (norme vigenti in materia di associazione).