LE NOSTRE PROPOSTE

SMALL BUSINESS ADMINISTRATION

Nel nostro Paese, il dibattito politico sulle questioni di interesse del mondo delle partite iva sembra caratterizzato dall’ incapacità del sistema di realizzare interventi organici che, nel sostenere il mondo produttivo, diano respiro all’economia. Noi riteniamo che in Italia, debba nascere un organismo di rango ministeriale (sul modello del Small Business Administration – SDA statunitense) che aiuti la vera parte produttiva del Paese nell’accesso al credito (con un programma organico di garanzie offerto agli istituti di credito per finanziare le PMI in fase di avviamento); che protegga le PMI e i lavoratori autonomi dai pagamenti tardivi attraverso dei meccanismi di anticipazione delle fatture (per lo meno nei casi in cui i ritardi possono causare effetti paralizzanti) e degli accorgimenti che scoraggino i debitori in mora; che sostenga le PMI nella partecipazione agli appalti pubblici anche imponendo alle stazioni appaltanti di riservare ad esse una quota dei contratti pubblici; che renda la legislazione favorevole alle PMI e ai lavoratori autonomi istituendo e rendendo obbligatorio un controllo preventivo su tutte le proposte di legge al fine di verificarne l’impatto potenziale sui loro interessi impedendo che possano introdursi ulteriori oneri amministrativi o finanziari.tivi o finanziari.

FLAT  TAX

Flat tax significa letteralmente <<tassa piatta>>: è un sistema fiscale non progressivo, con una sola aliquota. L’idea originaria è del premio Nobel Milton Friedman e risale al 1956. Ma il primo, vero modello teorico fu elaborato nell’81 da due economisti statunitensi: Alvin Rabushka e Robert Hall.L’idea di aliquota fiscale unica, di solito assai bassa (attualmente si va dal 12 per cento della Serbia al 26 della Lettonia, dal 16 di Hong Kong al 13 della Russia) e per questo capace di stimolare l’economia, ha conquistato finora circa 40 stati, che l’hanno adottata soprattutto a partire dai primi anni Novanta.In gran parte si tratta di paesi già appartenenti al blocco sovietico (Russia, Ucraina, Estonia, Lituania, Slovacchia, Romania, Albania, Bulgaria, Polonia, Ungheria, Kirgizistan, Repubblica Ceca), i cui rudimentali sistemi fiscali sono passati con facilità dallo statalismo comunista a un modello tributario così semplice.Nel 2004 la Polonia abbandonò un sistema progressivo con 3 aliquote e adottò una flat tax al 19 per cento.

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IVA AL 15 %

L’Imposta sul Valore Aggiunto (Iva) è un’imposta sui consumi che colpisce ogni fase della produzione di determinati beni e servizi. Secondo la disciplina dell’Unione Europea, deve avere un valore compreso tra il 15 e il 25%. In Italia, l’aliquota ordinaria è del 22%, a seguito dell’incremento entrato in vigore il 1 ottobre 2013. Serve una terapia shock per far ripartire i consumi, e per raggiungere l’obiettivo: al riguardo l’IVA verrà ridotta dal 22% al 15%. Il 7% di costo medio inferiore per la maggior parte dei beni, consentirà immediatamente una ripresa dei consumi. Il deficit di bilancio che si genererà temporaneamente verrà coperto dalla diminuzione di debito pubblico attraverso OPV a piccoli azionisti in Borsa delle quote statali di ENI e ENEL.

VIA IMPOSTE  &  SUSSIDI

Abolizione dell’IRAP per ridurre il carico fiscale su imprese e gli autonomi, per contenere il costo del lavoro ed attenuare i problemi di liquidità delle imprese, finanziata grazie all’eliminazione dei sussidi, degli sgravi e delle politiche di pianificazione statale. Questo significa – oltre all’abolizione dell’IRAP – una riduzione di almeno un terzo nell’arco di una legislatura dell’IRES (imposta sul reddito delle società), che dovrà arrivare pertanto al 20%. Il taglio dell’IRES comporterebbe vantaggi fiscali prevalentemente per le grandi imprese mentre, l’abolizione dell’IRAP ridurrebbe le tasse anche alle imprese più piccole, come le ditte individuali o le società di persone.

LAVORO E PENSIONI

Riformare radicalmente l’INPS, introducendo libertà per i lavoratori e concorrenza tra sistemi previdenziali. Ritornando al principio degli incentivi-disincentivi per la scelta dell’età di pensionamento, ed eliminare le attuali rigidità imposte dal sistema, lasciando ognuno libero di scegliere. Incentivare i contratti part-time avrebbe un impatto positivo sul tasso di occupazione nonché sulla partecipazione e l’ inserimento delle donne e dei giovani alla popolazione attiva con la possibilità di modulare gli impegni di lavoro e conciliarli con le diverse età della vita. Secondo un’indagine realizzata dall’Isfol, oltre la metà delle donne inattive sarebbe disponibile a lavorare fino a 25 ore settimanali.

COMMERCIO ESTERO

Le norme inerenti i trattati internazionali di commercio estero, devono essere valide per tutte le imprese, affinché la produzione manifatturiera e artigianale del nostro paese ed in particolar modo il “Made in Italy”, non vengano sminuiti e danneggiati dalla concorrenza. Gli accordi commerciali instaurati, devono essere basati sulla reciprocità delle regole e la trasparenza delle relazioni commerciali, in modo che le imprese italiane all’estero possano effettuare le stesse operazioni dell’impresa estera sul territorio italiano. Ad oggi, ci sono mercati dove le nostre imprese sono ancora “fortemente limitate” nella possibilità di effettuare alcune operazioni commerciali e questa mancanza di reciprocità sta diventando insostenibile.